I sentieri del Barolo in langa


Il borgo arroccato di Barolo

Su uno sperone collinare che domina la conca ricoperta da vigneti che circonda l’abitato, sorge il castello di Barolo (301 m s.l.m., poco più di 700 abitanti), sviluppatosi intorno a un torrione quadrato e due snelle torrette cilindriche. La sua costruzione risale al XVI secolo, anche se l’aspetto odierno, in stile eclettico, è quello successivo al rifacimento ottocentesco voluto dall’Opera Pia Barolo, che lo ereditò dall’ultima proprietaria, la marchesa Giulia Colbert, moglie di Tancredi Falletti. Dal 2010 è sede del WiMu, il Museo del Vino, allestito dall’architetto francese François Confino (autore, fra l’altro, del Museo del Cinema di Torino): qui il visitatore ha modo di vivere un’esperienza sensoriale unica. Una discesa fra buio e luce, fra suono e colore, alla scoperta del vino nella storia e nelle arti, nei miti universali e nelle tradizioni locali.
Nelle cantine del castello ha inoltre sede l’Enoteca regionale del Barolo, vetrina ufficiale della pregiata denominazione, costituita nel 1982 dagli undici Comuni dell’area di origine della DOCG. Ai piedi del maniero trova invece spazio il curioso Museo dei Cavatappi, ricco di una collezione di 500 esemplari: gli utensili più antichi risalgono alla seconda metà del ‘600, e – nelle 19 sezioni di cui si compone – non mancano aggeggi di forme e materiali decisamente inconsueti. Sempre nel capoluogo, da segnalare la parrocchiale di S. Donato, datata nella prima metà del ‘700, mentre sulla strada che porta a La Morra merita certamente una visita il castello della Volta, costruito nel XII secolo da Manfredo di Saluzzo, poi anch’esso proprietà della famiglia Falletti.

Il crollo della volta del salone centrale, avvenuto all’inizio del XIV secolo (di qui il nome “della Volta”) fu interpretato dalla fantasia popolare in chiave religiosa: narra la leggenda che gli uomini e le donne della corte del signore del castello, impegnati in un’orgia collettiva, furono travolti dal crollo del soffitto, voluto dal diavolo per impadronirsi delle loro anime.

 

Il re dei vini

Il vino dei re, il re dei vini, secondo la più classica delle definizioni. Il primo titolo lo deve al fatto che venne tenuto a battesimo verso la metà dell’Ottocento da re Carlo Alberto, sovrano del Regno di Sardegna, quando la nobildonna Giulia Colbert Falletti del villaggio di Barolo lo fece conoscere alla corte di Torino. Il secondo appellativo esalta invece le sue qualità: questo vino rosso, aristocratico e austero, dalla lunga vita, era già conosciuto nell’antichità, quando sulle colline delle Langhe arrivò un vitigno forte e longevo, il nebbiolo, dal quale il Barolo deriva. Il nebbiolo matura grappoli succosi tardivamente, quando sulle colline arrivano le prime nebbie (di qui il suo nome). In un articolo degli Statuti di La Morra, risalente al 1431, si legge del nebiolium, così protetto da giungere al taglio della mano destra a chi ne recideva fino a 15 ceppi. Prima di essere commercializzato, il Barolo deve maturare per 38 mesi (3 anni e 2 mesi) di cui 18 nei legni, a partire dal 1° novembre dell’anno della vendemmia; il Barolo Riserva per 62 mesi, di cui 18 nei legni. Col trascorrere degli anni, gli aromi volgono dal fruttato allo speziato, alla liquirizia, mentre il colore dal granato passa al rubino e all’aranciato. Per accompagnare sontuose pietanze di carni rosse e formaggi stagionati e non piccanti. L’ultimo riconoscimento giuridico, quello della Denominazione d’Origine Controllata e Garantita (DOCG) del 2010, certifica le Menzioni Geografiche Aggiunte (MeGA) e il nome della singola vigna di produzione. Il territorio, quindi, viene mappato in etichetta, dal comprensorio dei comuni dove viene allevato il nebbiolo, fino al singolo vigneto, fra i 170 e i 540 metri di altitudine.

Gli 11 comuni di produzione – per un totale di 1.984 ettari di vigneti e 13 milioni di bottiglie prodotte ogni anno – sono: Barolo, La Morra, Monforte, Serralunga, Castiglione Falletto, Grinzane Cavour, Novello, Verduno, Roddi, Diano, Cherasco; in essi sono state evidenziate appunto le MeGA ad alta vocazione viticola, cru di grande pregio dove la resa per ettaro è peraltro ridotta. Hanno nomi storici come Cannubi, Cerequio, Conca, Brunate, Bussia, Monprivato, Rocche di Castiglione, Villero, Francia, solo per citarne alcuni.

 

Collisioni, musica e letteratura in festival

Un luogo dove letteratura, musica e arte entrano in collisione e dove gli spettatori non sono semplici consumatori. Un paese aperto e globale, in cui scrittori e musicisti, volontari e intellettuali hanno condiviso un sogno: quello di gettare un ponte tra diverse forme d’arte, dando vita a una grande festa popolare all’insegna della cultura.

 

Dalla prima edizione, nel 2009, a Novello, sino alle ultime, all’ombra del castello di Barolo, decine di artisti sono passati per le Langhe, esibendosi per – e dialogando con – le migliaia di persone che hanno affollato vie e piazze dei due piccoli paesi di collina. Collisioni è il più grande festival di letteratura e musica del Piemonte: cresciuto in modo esponenziale, ha raddoppiato a ogni edizione il numero di spettatori. Oggi è sinonimo di incontri e concerti non-stop nelle piazze di Barolo, circondato dalle colline delle Langhe: il paese diventa un palcoscenico che ospita dibattiti con premi Nobel, scrittori, giornalisti, attori, in un’atmosfera informale, di dialogo costante con il pubblico. I concerti hanno luogo nella piazza principale del paese, un anfiteatro naturale circondato dalle vigne storiche dei cinque grandi cru del vino Barolo.

 

A Barolo tra Monforte a Verduno

Da piazza Umberto I a Monforte si scende verso Barolo e Castiglione Falletto; superato il primo bivio, al km 0.20, si prosegue a sinistra sino al km 0.50 (Cappella delle Sette Vie) e si sale a destra fino in cresta, al km 1.30; da qui si continua scendendo a sinistra in direzione di Novello. Al km 1.50 si svolta a sinistra su sterrato (a destra c’è una cantina vinicola), scendendo lungo una ripida capezzagna sino al km 1.80, dove s’incrocia la provinciale. Si prosegue quindi a destra per 50 m, e successivamente a sinistra verso Panerole. Subito dopo, al km 1.90, si sale a destra, proseguendo sino al km 2.00, dove si scende a destra su sterrato.

Al km 2.40 si svolta a sinistra, trovandosi di fronte il paese di Novello; si continua scendendo su capezzagna e poi, al km 2.70, si svolta a destra in fondovalle, tra pioppeti e vigneti, fino al km 3.30, dove s’incrocia una stradina asfaltata. Di fronte, in basso, si vede il paese di Barolo. Si svolta a sinistra, in leggera salita, sino all’abitato di Novello. Passando per via Giordano, al km 5.00 si raggiunge piazza Vittorio Emanuele II (chiesa parrocchiale, bar e fontana). Al fondo del paese si erge il castello neogotico, oggi sede di un rinomato albergo-ristorante (1.15 ore da Monforte ).

Si prosegue scendendo in via del Pallone; dopo 60 m si continua a sinistra fino al km 5.20, dove si svolta a sinistra su uno sterrato panoramico tra vigneti e noccioleti, continuando fino al km 5.90, dove s’incrocia una strada inghiaiata. Si sale ora a sinistra e, al km 6.20, si ritorna sulla stradina asfaltata percorsa in precedenza. Da notare che, a destra, si trova una delle più importanti cantine delle Langhe. Si scende sulla destra fino al km 6.65, dove si prende a sinistra lungo uno sterrato panoramico sino al paese di Barolo, in piazza Cabutto (km 8.00 ; 1 ora da Novello). Di qui si può scendere in via Roma per visitare il castello, col suo Museo del Vino (WiMu), l’Enoteca regionale e il Museo dei Cavatappi.

Ritornati sulla piazza, si continua sulla provinciale in direzione di La Morra dove, al km 8.45, superata una piccola rotonda, si scende in direzione di Alba fino al km 8.60, svoltando quindi a sinistra su una stradina asfaltata, via Bergeisa, inizialmente ripida. In seguito, nei pressi di un cascinale, al km 9.10, si gira a destra e, al km 9.30, si prosegue salendo su inghiaiata, lasciando sulla destra lungo una ripida capezzagna che attraversa i più importanti cru del Barolo, fino alla borgata Cerequio, sede di un relais con annessa cantina, oltre che luogo storico che ricorda un tragico avvenimento della Resistenza durante la Guerra di Liberazione. La salita prosegue ripida (ora asfaltata), sino al km 10.40, dove continua su un’inghiaiata in falsopiano, con ampio panorama verso La Morra.

Per chi fosse interessato, al km 10.50, sulla destra, una stradina permette di arrivare alla borgata Fontanazza, dove si trova la rinomata cappella del Barolo, degli architetti Lewitt e Tremlett, al km 11.10. Giunti alle prime case di La Morra, al km 11.60 si sale a destra fino ad arrivare in piazza Martiri (km 12.00), dove si trovano l’Ufficio turistico e una fontana con area di sosta (1.10 ore da Barolo). Salendo per via Martiri, si raggiunge il belvedere, da cui si può ammirare uno dei più bei panorami delle Langhe. Proseguendo nella visita del paese, s’incontra sulla destra la torre campanaria, più avanti sulla sinistra la cantina comunale; subito dopo c’è la chiesa parrocchiale, e sulla sinistra gli storici bastioni. Continuando sulla destra si ritorna al punto di partenza percorrendo suggestivi vicoli con bar e ristoranti tipici. L’itinerario del trekking percorre via Vittorio Emanuele e, superata una rotonda al km 12.70, prosegue fino al km 12.90, dove si svolta a destra in strada Loreto fino al km 13.30, dove si continua su sterrata.

Al km 13.70, al bivio, si prosegue a sinistra, con ampio panorama su Verduno e i castelli del Roero (a 100 m, sulla destra si trova la chiesetta della Madonna di Loreto, con annessa area di sosta). In questo tratto si possono notare caratteristici affioramenti di cristalli di gesso. Al km 14.00 si svolta a destra sulla provinciale, continuando fino al km 14.30; qui si prosegue sulla sinistra costeggiando una cantina. Ci si trova ora in borgata Castagni. Si continua su stradina inghiaiata in leggera discesa sino al km 15.10, dove inizia l’asfalto, e dopo 200 m (km 15.30) si perviene nei pressi della chiesa della Madonnina, a Verduno. Superata la rotonda si sale verso sinistra e, percorrendo via Vittorio Emanuele II e poi via Umberto I, si arriva in piazza Borgna (km 16.00), centro storico del paese. Qui si trovano la chiesa parrocchiale, un bar-vineria, una fontana, il Real Castello di Verduno, sede di un albergo-ristorante-cantina, e sulla sommità il belvedere, con area di sosta e ampio panorama (1.10 ore da La Morra; 4.30 ore in totale).



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