Le proprietà salutistiche del caffé


La prima città italiana cui si diffuse il caffè nel 1600, fu Venezia; ciò era dovuto agli scambi commerciali esistenti con l’Oriente. Questa bevanda comunque era diffusa anche in epoche precedenti, a Damasco, il Cairo e Istanbul.

Il frutto della pianta del caffè si chiama “ciliegia”. Si tratta di una drupa ovoidale, che in 6-7 mesi diventa rossa e adatta a essere raccolta. Questa raccolta può essere fatta sia manualmente (picking) come avviene in America Centrale e in Africa, quando le ciliegie sono mature, sia strappando dalla pianta tutte le ciliegie - mature e non (stripping) come avviene in Brasile – per poi selezionarle in un secondo momento.

Dopo la raccolta si procede alla torrefazione, procedimento con il quale il caffè è tostato, ossia trattato con aria calda a temperatura compresa tra 200 e 220 gradi C .per circa 15 minuti. Dopo quest’operazione, il chicco perde l’acqua e le sostanze volatili, diventando bruno – nerastro, con la comparsa sulla sua superficie di un olio, il cafferone, che conferisce al caffè il suo caratteristico profumo.

Come vengono preparati i chicci?

Di seguito sono indicati i due metodi, cioè quello “umido" (lavato) e quello a secco (naturale), in cui sono preparati i chicchi di caffè.

- Umido (lavato): i frutti sono spolpati e lavati, con l’ausilio di macchine apposite, poi sono messi a macerare per 36 ore. Dopo essere stati lavati di nuovo, sono messi a essiccare e poi decorticati.

- Secco (naturale): in appositi essiccatoi o al sole, i chicchi si fanno essiccare, poi con speciali macchine si procede alla sgusciatura.

Fa bene o fa male?

Effetti positivi sull’organismo si ottengono con l’assunzione di circa 300 mg di caffeina al giorno, corrispondente a una assunzione di caffè moderato di 2-3 tazzine di caffè.

- Effetti benefici; aumento della concentrazione mentale e la funzionalità psichica, ha effetto benefico come digestivo, stimolando la secrezione salivare, biliare e gastrica, migliora l’umore e la resistenza al sonno.

Al contrario, dosi elevati di caffè oltre le 5 tazzine al giorno, pari a 500 mg al giorno, ha effetti nocivi sull’organismo.

- Effetti nocivi: acidità di stomaco e reflusso gastrico, aritmia, tremori e forte agitazione. Inoltre si possono avere con il consumo continuato a forti dosi - se associato anche ai farmaci quali psicofarmaci, antibiotici, contraccettivi orali, anti infiammatori, sonniferi e liquidi di contrasto per esami radiografici- gravi danni all’organismo.

Varietà di caffè

Di seguito sono elencate le varietà di caffè più note e consumate, quell’Arabica e quella forte detta Robusta.

- L’Arabica: si presenta con chicchi di piccole dimensioni di colore verde – rame molto profumati, di provenienza dall’Arabia e dall’Africa. Il contenuto di caffeina in questo tipo di caffè non è eccessivo, il gusto è corposo e ricco di aroma.

- La Robusta: questo tipo di caffè è molto ricco di caffeina, la bevanda è leggera e non molto corposa. I semi sono di colore che varia dal marrone fino al grigio – verde, sono rotondi e irregolari.

Caratteristiche organolettiche e proprietà nutrizionali

Di seguito sono elencate le caratteristiche organolettiche del caffè e le sue proprietà nutrizionali.

Bevanda al caffè: la bevanda contiene caffeina, sali minerali quali fosforo, potassio, magnesio, aminoacidi, lipidi, vitamina B, proteine e acidi cloro genici; utile per la riduzione dei rischi cardiocircolatori, stimolante del sistema nervoso, anti diabete II, anti – ossidante, antitumorale, anti Alzheimer e anti Parkinson.

Più è lunga l’estrazione di caffeina, e più la tazza di caffè conterrà caffeina. Occorre in questo modo sfatare il concetto diffuso, che il caffè lungo è meno carico di caffeina di quello espresso.

E’ utile ricordare che l’uso eccessivo del caffè porta oltre che a un aumento di zuccheri nel sangue, anche quello del metabolismo, dello stress e un aggravio di lavoro per il fegato.

Alternative al caffè per "tirarci su"

Sono ben noti anche gli squilibri della flora intestinale, i disturbi gastrointestinali e cardiocircolatori. Esistono al riguardo in alternativa al caffè, “per tirarci su”, altri cibi e bevande, eccone alcune
- La spremuta di arancio: è carica di vitamine e gradevole al gusto.
- Il ginseng: ottimo tonico energizzante, sia in infuso nel tè, sia come ingrediente in alcune ricette.
- La banana: meglio se assunta lontana dai pasti, la banana è in grado di dare quasi subito una sferzata di energia.
- I semi di chia: contengono in rilevante quantità, omega, fosforo, proteine e manganese.
- Il melograno: è uno dei frutti più ricchi di antiossidanti, con “zuccheri buoni” che non vanno aumentare i picchi d’insulina.
- Lo Yannoh: il sapore è molto simile al caffè d’orzo - reperibile nei negozi bio -, senza però contenere caffeina. Si tratta di una polvere risultante dalla tostatura di cinque cereali con quattro erbe selvatiche; si prepara in infusione.

 

L'articolo è tratto da Outdoor, cibo e natura, una guida completa per conoscere la natura dei cibi e come usarli per la prevenzione delle malattie



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