Una grande opera dimenticata


Un'opera di grandissima importanza artistica che dimorò a Saluzzo per dieci anni. Se ne parla questa sera a Saluzzo nel bellissimo convento di San Giovanni.

Alle 21, in via San Giovanni 9, ne parlerà Pasquale Natale. Lo scopo di questo incontro è quello di far conoscere quest’opera d’arte nota, apprezzata e studiata all’estero dagli studiosi di arte, ma quasi sconosciuta agli abitanti di Saluzzo.

Si tratta di una mirabile pala d’altare a doppie paia di ante, di produzione bruxellese, di proprietà della famiglia Pensa, il retablo fu conservato nella loro dimora saluzzese, in via S. Giovanni 10, fino al 1891. Acquistato in seguito dalla città di Bruxelles, fa ora bella mostra di sé nel Museo Comunale di quella città.

L’opera di grandi dimensioni (4,27 m. x 2,05 m.) è stata realizzata intorno al 1505; la parte scolpita è uno dei migliori lavori usciti dal prestigioso atelier della famiglia bruxellese dei Bormann, mentre le ante dipinte sono attribuite a Valentin van Orley.

 

Acquistata da Gerolamo Pensa intorno al 1510 per la sua dimora di Lione, dove svolgeva l’attività di mercante con le Fiandre; dopo il 1580 venne collocata nella cattedrale di Mondovì, nella cappella di famiglia insieme al polittico di Giobbe, ora conservato nella Gipsoteca di Savigliano. Nel 1782 la famiglia si trasferisce a Saluzzo nel palazzo Leoni e qui colloca nella cappella di questa dimora il retablo e un quadro di Defendente Ferrari: la Crocifissione. Nel 1891 Carlo Alberto Pensa lo vende al Duca di Dino, il quale lo trasferisce nel suo castello di Montmorency, vicino a Parigi. Nel 1894 la città di Bruxelles lo acquista e lo colloca nel Museo Comunale, dove occupa un’intera sala.

L’opera è racchiusa da doppie paia di ante dipinte, caso assai raro, nelle prime è rappresentato l’albero di Jesse, nelle seconde la vita di S. Giuseppe. La parte scolpita narra la vita della Vergine Maria.



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